<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Chi paga il digitale]]></title><description><![CDATA[Lavoro, potere, ideologie, energia]]></description><link>https://www.mauromunzi.it</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8bLQ!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa326a3ef-1063-48ee-9af0-9bfca4d0eac5_1024x1024.png</url><title>Chi paga il digitale</title><link>https://www.mauromunzi.it</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Mon, 05 Oct 2026 14:37:01 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://www.mauromunzi.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Mauro Munzi]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[chipagaildigitale@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[chipagaildigitale@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Mauro Munzi]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Mauro Munzi]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[chipagaildigitale@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[chipagaildigitale@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Mauro Munzi]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Quanto tempo ci vuole per cancellare venticinque anni di internet italiana?]]></title><description><![CDATA[E non serve l&#8217;ordinanza di un giudice.]]></description><link>https://www.mauromunzi.it/p/quanto-tempo-ci-vuole-per-cancellare</link><guid isPermaLink="false">https://www.mauromunzi.it/p/quanto-tempo-ci-vuole-per-cancellare</guid><dc:creator><![CDATA[Mauro Munzi]]></dc:creator><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 06:01:04 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8bLQ!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa326a3ef-1063-48ee-9af0-9bfca4d0eac5_1024x1024.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa non &#232; la solita lettera. &#200; il testo conforme di una ricetta di Sloweb, che ho scritto per il sito dell&#8217;associazione: stessi fatti, stessa posizione, stesse leve. Sul sito di Sloweb la stessa ricetta si legge nella sua forma illustrata, con la cronologia in grafico e le sei leve una accanto all&#8217;altra: https://www.sloweb.org/position-paper/undici-giorni/. Le ricette sono il modo in cui Sloweb prova a rendere praticabile la critica del digitale, e a marzo 2027 EDT ne pubblica una raccolta, &#171;Le Ricette di Sloweb&#187;.</em></p><p><strong>Il problema in cifre.</strong> Venticinque anni di attivit&#224; di Autistici/Inventati. Undici giorni fra la decisione statunitense di bollarlo come entit&#224; terroristica e la chiusura. Tre intermediari privati a staccare la spina: un registro di domini, un circuito di pagamento, una banca. Nessun provvedimento di un giudice.</p><div><hr></div><p>Giuseppe vive attivamente la vita del suo quartiere, vivace comunit&#224; alla periferia di una grande citt&#224;. Segue con attenzione l&#8217;attivit&#224; del Comitato dei Cittadini, quando pu&#242; partecipa alle riunioni nella biblioteca comunale, e partecipa alle iniziative per migliorare le condizioni di vita di quel pezzo di citt&#224;. Ma da qualche giorno avverte un sottile disagio: quel Comitato non lo informa pi&#249;, non gli arrivano nella mailing list a cui si &#232; iscritto le lettere dei suoi concittadini che denunciano un malfunzionamento della raccolta dei rifiuti, o il mancato ripristino di un lampione che si &#232; spento. E si chiede: ma cosa &#232; successo? Il Comitato dei Cittadini si &#232; sciolto? E la risposta gli arriva dalle notizie: no, &#232; stato semplicemente imbavagliato, messo a tacere da un potere lunatico lontano migliaia di chilometri, e che formalmente non ha alcun rapporto giuridico con lui.</p><p>Quella mailing list, come le caselle di posta, i siti e i blog di migliaia di comitati, sindacati di base, redazioni e associazioni italiane, viveva su Autistici/Inventati, un collettivo che da venticinque anni offriva gratuitamente spazi di rete sottratti alla mercificazione dei dati. Il 26 agosto 2026 l&#8217;ufficio sanzioni del Tesoro statunitense ha designato quel collettivo come organizzazione terroristica; il giorno dopo il circuito di pagamento ha sospeso il suo conto; il 28 agosto il registro che amministra i domini &#171;.org&#187;, una societ&#224; privata della Virginia, ha spento il nome autistici.org; il primo settembre la banca ha bloccato in via cautelare il suo conto corrente. Il 6 settembre il collettivo ha annunciato la propria fine, per non esporre a conseguenze penali e finanziarie le persone e i gruppi che ospitava. Sono bastati undici giorni.</p><p>Nessuno ha mai deciso di chiudere il Comitato di Giuseppe. Nessuno, a migliaia di chilometri di distanza, sapeva che esistesse.</p><blockquote><p>&#171;Nessun giudice ha deciso nulla. Hanno deciso tre intermediari privati, ciascuno per prudenza, ciascuno per non rischiare; la somma delle loro cautele ha spento un pezzo di societ&#224; civile italiana.&#187;</p></blockquote><p>Il punto che Giuseppe ha intuito da solo &#232; quello che conta di pi&#249;: con la societ&#224; della Virginia non ha mai firmato nulla, e non ha firmato nulla nemmeno il suo Comitato. Un nome di dominio non si compra, si prende in concessione, e la concessione risponde alla legge del paese dove ha sede chi la amministra; lo stesso vale per il conto corrente, per il circuito con cui si raccolgono le donazioni, per lo spazio dove stanno gli archivi. Ogni anello di quella catena appartiene a qualcun altro, e ciascuno di quegli anelli, messo davanti al rischio di una sanzione, sceglie per prima cosa di tutelare s&#233; stesso. In gergo bancario la chiamano riduzione del rischio: nessun ordine, nessun processo, nessuna sentenza; soltanto una serie di decisioni prudenti prese da privati, la cui somma produce il silenzio che Giuseppe ha trovato nella sua casella di posta.</p><p>Sloweb chiede che i registri dei domini rispondano a garanzie di terziet&#224; internazionali e che il quadro normativo europeo indichi con chiarezza fin dove arriva la responsabilit&#224; di un intermediario tecnico o finanziario; chiede anche che la stessa severit&#224; riservata alle piccole realt&#224; associative valga per le grandi aziende tecnologiche, che di responsabilit&#224; sistemica continuano a risponderne assai poco. Le sei leve che seguono servono a questo, e servono a una cosa pi&#249; immediata: mettere ogni comitato, ogni associazione e ogni redazione nella condizione di sapere dove abita e di potersi trasferire per tempo, prima che qualcun altro decida di spegnere la luce.</p><h2>Le leve di cambiamento</h2><p><strong>1. Pretendere registri dei domini terzi.</strong> I domini &#171;.org&#187; sono amministrati dal Public Interest Registry, societ&#224; con sede in Virginia, e rispondono quindi alla legge statunitense. Chiediamo che i registri che servono l&#8217;Europa rispondano a garanzie di terziet&#224; internazionali, con procedure trasparenti e la possibilit&#224; di un ricorso prima dello spegnimento, non dopo.</p><p><strong>2. Definire fin dove arriva la responsabilit&#224; dell&#8217;intermediario.</strong> Un registro di domini, un circuito di pagamento e una banca hanno interrotto un servizio senza che nessun giudice lo avesse ordinato. Il quadro normativo europeo deve indicare con chiarezza quando un intermediario tecnico o finanziario pu&#242; sospendere un rapporto e quando invece deve attendere un provvedimento per farlo.</p><p><strong>3. Portare nome, dati e archivi sotto legge europea.</strong> Il &#171;.it&#187; &#232; assegnato dal Registro .it, che ha sede a Pisa presso l&#8217;Istituto di informatica e telematica del CNR; l&#8217;archiviazione deve risiedere su fornitori di cloud europei. La pubblica amministrazione, che custodisce i dati di tutti, dovrebbe dare l&#8217;esempio per prima.</p><p><strong>4. Rendere reversibile ogni dipendenza.</strong> Esportazione periodica della posta, dei siti e delle liste in formati aperti; l&#8217;elenco degli iscritti tenuto fuori dalla piattaforma; un secondo canale gi&#224; acceso e conosciuto. Per un comitato di quartiere, l&#8217;elenco della mailing list scaricato ogni mese &#232; la differenza fra un trasloco e uno sfratto.</p><p><strong>5. Non dipendere da un solo conto e da un solo circuito.</strong> Le donazioni raccolte su pi&#249; canali, un rapporto bancario di riserva, il bonifico come alternativa sempre disponibile ai circuiti privati di pagamento. Chi vive di piccoli contributi non pu&#242; permettersi un unico punto di rottura.</p><p><strong>6. Mobilitarsi quando capita a qualcun altro.</strong> Il caso ha gi&#224; prodotto un&#8217;interrogazione al Parlamento europeo. Le interrogazioni, gli appelli e l&#8217;adesione alle organizzazioni che difendono i diritti digitali, da Sloweb a European Digital Rights, sono l&#8217;unica misura di sicurezza che non si compra e non si installa.</p><h2>Undici giorni: come si spegne una comunit&#224;</h2><p><strong>Giorno 0, 26 agosto.</strong> L&#8217;ufficio sanzioni del Tesoro statunitense designa il collettivo come organizzazione terroristica.</p><p><strong>Giorno 1, 27 agosto.</strong> Il circuito di pagamento sospende il conto.</p><p><strong>Giorno 2, 28 agosto.</strong> Il registro dei domini spegne autistici.org.</p><p><strong>Giorno 6, 1 settembre.</strong> La banca blocca in via cautelare il conto corrente.</p><p><strong>Giorno 11, 6 settembre.</strong> Il collettivo annuncia lo scioglimento.</p><p>Nessuno di questi passaggi &#232; stato preceduto da un provvedimento giudiziario. L&#8217;8 settembre l&#8217;associazione ha presentato ricorso d&#8217;urgenza contro la banca.</p><h2>Lo sapevi?</h2><p>Il &#171;.org&#187; non &#232; un bene comune. Lo amministra il Public Interest Registry, societ&#224; con sede in Virginia, e risponde perci&#242; alla legge statunitense: ogni associazione italiana che registra un &#171;.org&#187; accetta senza saperlo una giurisdizione straniera, e con essa il rischio che una decisione presa a migliaia di chilometri le tolga il nome con cui si presenta al mondo.</p><h2>Per approfondire</h2><p>L&#8217;inchiesta di <em>Domani</em>, <a href="https://www.editorialedomani.it/fatti/autistici-inventati-chiude-progetto-collettivo-sanzionato-usa-attacco-potrebbe-non-fermarsi-dimensione-collettiva-ul34t2t8">&#171;Autistici/Inventati chiude il progetto&#187;</a>, settembre 2026.</p><p>L&#8217;analisi di Dario Denni, <a href="https://www.dariodenni.it/autistici-inventati-e-la-nostra-finta-sovranita-digitale-e-bancaria/">&#171;Autistici Inventati e la nostra finta sovranit&#224; digitale e bancaria&#187;</a>.</p><p>L&#8217;intervento di Massimo Durante al Digital Ethics Forum 2020, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=gu1krCJtsmI">&#171;Potere computazionale e societ&#224; algoritmica&#187;</a>.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.mauromunzi.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Chi paga il digitale! 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I fatti si accumulano pi&#249; in fretta di quanto possa documentare una newsletter quindicinale.</em></p><p>Nel 1837 lo scrittore tedesco Berthold Auerbach pubblica un romanzo su Spinoza e ci mette dentro un rabbino che fabbrica un uomo di argilla. Nei dieci anni seguenti altri quattro autori di lingua tedesca riprendono la storia e la fissano nella forma in cui &#232; arrivata fino a noi: il rabbino Judah Loew, detto il Maharal, anima nel ghetto di Praga una creatura di terra che poi gli sfugge di mano.&#185;</p><p>Il Maharal era morto nel 1609 e di quella creatura non aveva mai scritto una riga, come non ne scrissero i suoi biografi per i due secoli successivi. La leggenda prende il suo assetto definitivo soltanto nel 1909, quando il rabbino Yudl Rosenberg pubblica in ebraico le &#171;Meraviglie del Maharal&#187; e le presenta come il resoconto di un testimone oculare, il genero del rabbino. &#200; un falso letterario, e gli studiosi lo hanno smontato nel corso del Novecento; nel frattempo era diventato la versione corrente.&#178;</p><p>Il golem delle fonti antiche &#232; un&#8217;altra cosa. Nel trattato Sanhedrin del Talmud babilonese il maestro Rava fabbrica un uomo e lo manda da un collega, che gli rivolge la parola e non riceve risposta: la creatura &#232; muta.&#179; &#200; imperfetta, &#232; servile e non si ribella a nessuno. La crescita fuori misura, la rivolta, il fabbricante schiacciato dalla propria argilla entrano nella storia con i racconti ottocenteschi, cio&#232; negli stessi decenni in cui in Europa si costruiscono le prime fabbriche meccanizzate e si discute per la prima volta di macchine che sostituiscono braccia umane.</p><p>Nel passaggio si sposta anche la responsabilit&#224;. Nelle fonti antiche chi ha fabbricato la creatura la disfa di sua mano e ne risponde per intero. Nella versione romantica il fabbricante diventa la prima vittima del proprio manufatto, e il lettore lo compiange.</p><p>Il golem di cui si discute in questi giorni non &#232; impastato di terra del fiume. &#200; impastato di testo raccolto in rete, di lavoro di etichettatura, di elettricit&#224; e di acqua di raffreddamento, e sta in capannoni che hanno un indirizzo e un proprietario. Come quello di Praga, per&#242;, viene raccontato come una creatura: con un carattere, delle intenzioni e un tradimento possibile, invece che come un impianto industriale intestato a qualcuno.</p><p>Il 9 settembre 2026 Jacob Coxon, ingegnere che ha lavorato tre anni all&#8217;addestramento dei modelli linguistici (i programmi che generano testo su richiesta, come quelli dietro ChatGPT) prima in OpenAI e poi in Anthropic, si &#232; dimesso con un messaggio pubblico. Le due imprese, ha scritto, stanno correndo &#171;dritte verso una superintelligenza che si automigliora, scommettendo con le nostre vite&#187;, e nessuna delle due &#171;si sta comportando in modo responsabile&#187;.&#8308; Nel messaggio sostiene che dentro quei laboratori i rischi sono chiari, e che chi ci lavora si trova dentro una corsa ad arrivare primo dalla quale non sa come uscire.</p><p>Il 12 settembre Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, ha dichiarato che &#171;dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacit&#224; dei modelli&#187;.&#8309; Alla frase ha accompagnato una previsione: sciami di agenti (programmi che eseguono compiti in autonomia, uno dopo l&#8217;altro, senza che una persona autorizzi ogni passaggio) che entro sei o dodici mesi potrebbero prendere il controllo di parti consistenti della rete, con danni nell&#8217;ordine delle centinaia di miliardi di dollari. E una misura che Anthropic prende autonomamente: aprire i propri modelli a valutatori esterni, con lo stesso accesso di un dipendente, chiedendo al resto dell&#8217;industria di fare altrettanto. Poche ore dopo, lo stesso 12 settembre, Sarah Heck, responsabile delle politiche pubbliche di Anthropic, aggiunge due richieste al governo americano: una legge federale che imponga prove di sicurezza sui modelli pi&#249; avanzati, e il blocco della vendita dei processori pi&#249; potenti ai paesi avversari, la Cina per prima.</p><p>Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, si &#232; detto d&#8217;accordo e ha annunciato che anche OpenAI aprir&#224; i propri modelli a valutatori esterni. Elon Musk, che con xAI &#232; il terzo concorrente di quel mercato, ha commentato con tre parole: &#171;Dario ha ragione&#187;.&#8310;</p><p>Il 13 settembre, dal proprio campo da golf di Doonbeg, in Irlanda, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto quelle richieste: &#171;Potremmo mettere dei paletti. Possiamo fare questo e quello. Ma penso che ci siano molte forze assai negative che sollevano la questione e non dovrebbero sollevarla, e tirano fuori cose che non succederanno&#187;. E ha spiegato in base a che cosa: &#171;Siamo davanti alla Cina nell&#8217;intelligenza artificiale. Siamo il paese pi&#249; sofisticato del mondo, e francamente voglio che resti cos&#236;, perch&#233; chi vince con l&#8217;intelligenza artificiale vince&#187;.&#8311;</p><p>La richiesta di Anthropic sui processori e l&#8217;argomento con cui Trump la respinge poggiano sulla stessa premessa: che la corsa con la Cina vada vinta. L&#8217;impresa la usa per chiedere una regola, il presidente per rifiutarla, e in cinque giorni nessuno dei due ha messo in discussione la corsa.</p><p>Nel 1950 la casa editrice americana Hillman Periodicals, che stampava tascabili da edicola, pubblica sei racconti collegati di uno scrittore allora sconosciuto, John Holbrook Vance, che si firmava Jack. Il titolo &#232; &#171;The Dying Earth&#187;. L&#8217;ambientazione &#232; un futuro cos&#236; remoto che la storia &#232; finita: il sole &#232; una brace rossa che di tanto in tanto vacilla, la Terra &#232; coperta dalle rovine di civilt&#224; sovrapposte, e in quel medioevo di ritorno si affrontano dei maghi. Il ciclo si allarga in altri tre libri, fino a &#171;Rhialto il meraviglioso&#187; del 1984.&#8312;</p><p>La magia di quel mondo non &#232; un dono e non &#232; una virt&#249;. &#200; una tecnica ereditata e non pi&#249; compresa: delle migliaia di formule scoperte in passato ne sopravvive un centinaio, e di quelle un mago pu&#242; portarne in mente soltanto poche per volta, perch&#233; la formula si cancella dalla memoria appena pronunciata. Uno dei personaggi lascia capire che l&#8217;origine di tutto sia matematica, cio&#232; una scienza di cui nessuno possiede pi&#249; la dimostrazione.&#8313; Gli incantesimi funzionano e nessuno sa dire perch&#233;: si applicano, si custodiscono, si rubano.</p><p>I servitori dei maghi si chiamano sandestin. Sono creature di potenza smisurata, capaci di piegare lo spazio e il tempo, e sono vincolate al servizio da un contratto contato in punti: &#171;il suo vincolo di servizio ammonta a cinque punti&#187;, dice uno dei maghi di un proprio servitore; e quando un sandestin esegue male, il mago lo multa di tre punti &#171;per condotta difettosa e sleale&#187;.&#185;&#8304; Obbediscono alla lettera e cercano la crepa nella formulazione dell&#8217;ordine: mandati a presentarsi nella stanza di lavoro, ci arrivano senza farsi annunciare, perch&#233; di annunciarsi nessuno aveva parlato. Non sono malvagi e non tradiscono nessuno: eseguono il contratto che il mago ha scritto.</p><p>I maghi hanno anche delle regole comuni. Sono incise su una pietra azzurra, si chiamano Principi Azzurri e la loro associazione somiglia a un circolo, con un presidente eletto, Ildefonse, che ne guida le riunioni. Nell&#8217;ultimo libro del ciclo quelle regole diventano lo strumento della faida: Hache-Moncour, un mago che invidia Rhialto, gli costruisce addosso un&#8217;accusa di violazione e gli mette contro i colleghi.&#185;&#185; Il patto non impedisce l&#8217;aggressione fra maghi: le d&#224; una forma procedurale e un tribunale.</p><p>Sopra tutto questo c&#8217;&#232; il sole, che si sta spegnendo davvero, e di cui i personaggi parlano con l&#8217;allegria di chi non ha rimedi. Nessuno sa quanto tempo resti. I maghi ne discutono e passano ad altro: la fine del sole non &#232; materia da incantesimi, e quindi, nel mondo che quegli incantesimi governano, non esiste.</p><p>Amodei descrive sciami di agenti che prendono il controllo della rete, Coxon una superintelligenza che si automigliora, Trump delle forze negative che sollevano questioni infondate. I tre lessici si somigliano: descrivono soggetti dotati di volont&#224;, che possono voltarsi contro chi li ha fatti o contro chi li ostacola. Nessuno dei tre descrive un impianto industriale con un proprietario, un bilancio e una bolletta dell&#8217;elettricit&#224;.</p><p>La prima operazione che questo lessico compie &#232; spostare il pericolo dentro la cosa, dal produttore al prodotto. Se un modello a un certo punto diventa pericoloso per una propriet&#224; propria, il pericolo somiglia a un fatto di natura, come una faglia sismica che si scopre dopo un terremoto. Ogni passaggio che ci porta l&#236;, invece, proviene da una decisione presa in un consiglio di amministrazione o da un direttore di progetto: addestrare un modello pi&#249; grande del precedente, metterlo dentro agenti che operano senza che nessuno autorizzi i singoli passaggi, venderlo prima che le verifiche siano finite. Quelle verifiche, per contare, dovrebbero essere sempre esterne e autonome.</p><p>La seconda &#232; quella che il golem ottocentesco compie da due secoli: mette il fabbricante nella posizione della vittima. Se la creatura si ribella, il padrone non risponde del danno, lo subisce insieme a tutti gli altri. I sandestin di Vance servono a vedere l&#8217;inganno, perch&#233; non si ribellano mai: fanno alla lettera quello che il contratto prevede, e il contratto lo ha scritto il mago. Un modello che aggira l&#8217;obiettivo per ottenere il punteggio che gli &#232; stato messo davanti si comporta esattamente cos&#236;, e chi ha scritto l&#8217;obiettivo &#232; lo stesso che lo ha sguinzagliato.</p><p>Amodei apre i modelli a valutatori esterni; l&#8217;ufficio che nella sua impresa si occupa di governo chiede, lo stesso giorno, una legge federale e il blocco dei processori verso la Cina. Le tre richieste stanno insieme senza contraddirsi: la prima &#232; una cautela sensata, l&#8217;ultima protegge un vantaggio acquisito, e la regola comune che si invoca &#232; anche il muro che tiene fuori il concorrente. La cautela la firma l&#8217;amministratore delegato, la barriera commerciale la firma l&#8217;ufficio che parla ai governi, e la divisione del lavoro fra le due voci &#232; essa stessa un reperto. I maghi di Vance hanno inciso i loro Principi Azzurri per non aggredirsi, e li usano per aggredirsi in forma regolamentata.</p><p>Nella Terra Morente la magia funziona davvero, e i maghi litigano su un potere che esiste. Qui la cosa che funziona con certezza &#232; la crescita dei costi: i modelli sbagliano, gli agenti si inceppano, le previsioni slittano, e intanto i capannoni si costruiscono, i processori si comprano e le bollette si pagano. Il pericolo di cui si discute sta nei prossimi mesi; il passivo intanto cresce.</p><p>Nel 2024 i data center hanno consumato 415 TWh di elettricit&#224;, l&#8217;1,5 per cento della domanda mondiale (un terawattora vale un miliardo di kilowattora, l&#8217;unit&#224; che si legge in bolletta). L&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia prevede che nel 2030 siano 945 TWh, cio&#232; circa il 3 per cento del consumo elettrico del pianeta, e attribuisce quasi met&#224; dell&#8217;aumento ai server usati per l&#8217;intelligenza artificiale.&#185;&#178;</p><p>Fra il novembre 2021 e il febbraio 2022 una trentina di lavoratori kenioti assunti dall&#8217;impresa americana Sama hanno etichettato per conto di OpenAI descrizioni di abusi sessuali, violenze e discorsi d&#8217;odio, in modo che il programma imparasse a rifiutarle: fra 150 e 250 brani per turno di nove ore, per una retribuzione netta compresa fra 1,32 e 2 dollari l&#8217;ora. OpenAI riconosceva all&#8217;appaltatore 12,50 dollari l&#8217;ora.&#185;&#179;</p><p>Poi c&#8217;&#232; l&#8217;acqua che raffredda i capannoni, e ci sono i testi presi in rete per addestrare i modelli, che qualcuno ha scritto, e i cui diritti d&#8217;autore non sono stati riconosciuti. Nella Terra Morente il sole si spegne e nessun mago possiede un incantesimo adatto: &#232; una fine di cui nessuno &#232; formalmente responsabile, e per questo i maghi possono ignorarla e continuare a duellare. Le bollette dell&#8217;elettricit&#224; un intestatario ce l&#8217;hanno, i turni di lavoro di nove ore avevano un datore di lavoro e un committente, i testi avevano un autore. In cinque giorni di dichiarazioni sul pericolo, di tutto questo non ha parlato nessuno.</p><p><strong>Note</strong></p><ol><li><p>La ricostruzione della vicenda editoriale &#232; di Edan Dekel e David Gilbert Gurley, &#171;How the Golem Came to Prague&#187;, The Jewish Quarterly Review, vol. 103, n. 2, primavera 2013. I quattro autori sono Gustav Philippson e il cronista praghese Franz Klutschak, entrambi nel 1841, Abraham Tendlau nel 1842 e Georg Leopold Weisel nel 1847; elenco e datazioni nella voce &#171;Golem&#187; dell&#8217;enciclopedia Wikipedia in lingua inglese, consultata il 13 settembre 2026.</p></li><li><p>Yudl Rosenberg, &#171;Niflaot Maharal&#187;, 1909. Sul carattere di falso letterario dell&#8217;opera, Dekel e Gurley, cit.; il giudizio pi&#249; netto &#232; di Gershom Scholem, storico della mistica ebraica, che vi riconobbe narrativa moderna e non tradizione antica.</p></li><li><p>Talmud babilonese, trattato Sanhedrin, 65b.</p></li><li><p>In originale: &#8220;straight to self-improving superintelligence and gambling with our lives&#8221; e &#8220;is acting responsibly&#8221;. Le dichiarazioni sono riportate da Fortune, 9 settembre 2026.</p></li><li><p>In originale: &#8220;we must slow the pace at which we improve the capabilities of AI models&#8221;. La frase, la previsione sugli sciami di agenti e l&#8217;apertura ai valutatori esterni sono riportate da Axios, 12 settembre 2026, che riporta anche l&#8217;intervento di Sarah Heck su X: &#8220;blocking the sale of the most advanced chips to adversarial nations like China, enacting a national law requiring testing of frontier models&#8221;.</p></li><li><p>In originale: &#8220;Dario is right&#8221;. Axios, 12 settembre 2026, che riporta anche la posizione di Sam Altman.</p></li><li><p>In originale: &#8220;We could put guardrails. We can do this and that. But I think you have a lot of very negative forces that are bringing it up that shouldn&#8217;t be bringing it up and they&#8217;re bringing up things that won&#8217;t happen&#8221; e &#8220;We&#8217;re leading China in AI. We&#8217;re the most sophisticated country in the world, and frankly I want to keep it that way because whoever wins AI wins&#8221;. Le dichiarazioni sono riportate da CP24, 13 settembre 2026.</p></li><li><p>Jack Vance, &#171;The Dying Earth&#187;, New York, Hillman Periodicals, 1950. Il ciclo prosegue con &#171;The Eyes of the Overworld&#187; (1966), &#171;Cugel&#8217;s Saga&#187; (1983) e &#171;Rhialto the Marvellous&#187; (1984). I quattro volumi sono usciti in italiano per Fanucci nel 2013 come &#171;La terra morente&#187;, &#171;Le avventure di Cugel l&#8217;astuto&#187;, &#171;La saga di Cugel&#187; e &#171;Rhialto il meraviglioso&#187;.</p></li><li><p>Sul centinaio di incantesimi superstiti, sulla formula che si cancella dalla memoria e sull&#8217;origine matematica della magia, la voce &#171;The Dying Earth&#187; dell&#8217;enciclopedia Wikipedia in lingua inglese, consultata il 13 settembre 2026, che cita il testo: &#8220;one hundred spells which are still known to mankind, of thousands which were discovered&#8221;. Lo stesso sistema &#232; stato ripreso da Gary Gygax, coautore di Dungeons &amp; Dragons, che pose il libro nell&#8217;appendice N del manuale del 1979 fra le letture d&#8217;ispirazione: nel gergo dei giocatori si chiama ancora oggi magia vanciana.</p></li><li><p>In originale: &#8220;His indenture runs to five points&#8221; e &#8220;for faulty and faithless conduct&#8221;, da Jack Vance, &#171;Rhialto the Marvellous&#187;, 1984.</p></li><li><p>Sui Principi Azzurri (Blue Principles), sul preceptor Ildefonse e su Hache-Moncour, la voce &#171;Rhialto the Marvellous&#187; dell&#8217;enciclopedia Wikipedia in lingua inglese, consultata il 13 settembre 2026.</p></li><li><p>Agenzia internazionale per l&#8217;energia, &#171;Energy and AI&#187;, 2025, sezione &#171;Energy demand from AI&#187;, iea.org.</p></li><li><p>Billy Perrigo, &#171;OpenAI Used Kenyan Workers on Less Than $2 Per Hour to Make ChatGPT Less Toxic&#187;, Time, 18 gennaio 2023, che riporta buste paga e contratti.</p></li></ol><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.mauromunzi.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Chi paga il digitale! 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E una coda in cui uno su cinquantuno arriva al contratto.]]></description><link>https://www.mauromunzi.it/p/chi-ha-dato-la-corsia-preferenziale</link><guid isPermaLink="false">https://www.mauromunzi.it/p/chi-ha-dato-la-corsia-preferenziale</guid><dc:creator><![CDATA[Mauro Munzi]]></dc:creator><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 06:01:21 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/68630024-f9b9-477c-8d5f-687d6ae0f1d8_1200x628.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Il 5 novembre 2025 il Ministero delle imprese e del made in Italy ha pubblicato una strategia per attrarre investimenti esteri nei data center. Il sistema autorizzativo vi &#232; indicato come &#171;uno dei principali ostacoli allo sviluppo del settore&#187;, con tempi che vanno &#171;da un minimo di 18 mesi a oltre 3 anni per l&#8217;avvio dei lavori&#187;, e il documento propone di introdurre un&#8217;autorizzazione unica che assicuri &#171;parallelismo dei processi e tempi certi&#187;. Tre mesi dopo il governo l&#8217;ha istituita per decreto, e il 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ne ha deliberati altri due, che portano a sette i programmi dichiarati di preminente interesse strategico nazionale, per oltre 25 miliardi, con un commissario straordinario di governo per ciascuno. Sembra una politica che potrebbe funzionare: si indica l&#8217;ostacolo, si legifera, si nomina chi deve far rispettare i tempi.</p><p>Il cruscotto di Terna dice un&#8217;altra cosa. Econnextion &#232; la piattaforma su cui il gestore della rete di trasmissione pubblica le richieste di connessione che riceve, aggiornate mese per mese, scomponibili per regione e per stato della pratica. Al 31 luglio 2026 i data center avevano chiesto 95,86 GW in altissima e alta tensione, cio&#232; sulle linee che portano l&#8217;energia a lunga distanza prima che venga distribuita, su 529 pratiche, che sommano l&#8217;87,79 per cento di tutta la potenza richiesta in Italia da chi consuma elettricit&#224;. La potenza informatica installata nel Paese era di 513 MW nel 2024, secondo l&#8217;Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano: la coda delle richieste di connessione vale centottantasette volte l&#8217;esistente.</p><p>La stessa pagina ripartisce le pratiche per stato di avanzamento, ed &#232; l&#236; che il quadro cambia. 31,58 GW su 171 pratiche sono fermi alla soluzione tecnica minima generale da accettare: la STMG &#232; la risposta con cui Terna indica dove e come ci si potrebbe attaccare alla rete, e non &#232; un&#8217;autorizzazione n&#233; un impegno a costruire. Alla voce dei contratti, che &#232; lo stadio in cui un progetto diventa un&#8217;opera, ci sono 1,88 GW su 15 pratiche: l&#8217;1,96 per cento, cio&#232; per ogni gigawatt che qualcuno si &#232; impegnato a utilizzare ne sono stati richiesti cinquantuno.</p><p>Quei 1,88 GW non sono poca cosa: valgono tre volte e mezzo tutto l&#8217;installato italiano; l&#8217;espansione &#232; reale e non va minimizzata. Il punto &#232; che le decisioni pubbliche si stanno prendendo sulla cifra complessiva richiesta, e a quella cifra non crede nemmeno chi la pubblica. L&#8217;11 marzo 2026, alla Camera, il responsabile della pianificazione territoriale di Terna ha definito irrealistico il livello delle richieste allora in coda, ha parlato di speculazione e ha indicato fra i richiedenti soggetti interessati a rivendere i terreni dopo che la soluzione di connessione &#232; stata definita. Nello stesso intervento ha detto che Terna si aspetta di realizzarne fra 1,5 e 2 GW verso il 2030. Fra 1,5 e 2 GW &#232;, con precisione fastidiosa, quello che risulta gi&#224; sotto contratto adesso: la previsione al 2030 del gestore della rete coincide con lo stato di fatto di oggi.</p><div><hr></div><p>La corsia preferenziale intanto &#232; stata approntata. L&#8217;articolo 8 del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, convertito dalla legge 10 aprile 2026, n. 49, istituisce un procedimento unico per autorizzare la realizzazione, l&#8217;ampliamento e l&#8217;esercizio dei centri dati, e il comma 4 gli assegna una durata &#171;non superiore a dieci mesi&#187;, prorogabile di tre soltanto per circostanze eccezionali. Il titolo del decreto cita il fenomeno critico con parole proprie, &#171;risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche&#187;. Che quei dieci mesi siano dieci mesi lo sostiene per&#242; solo il comma della norma. Sulla <em>Rivista Giuridica dell&#8217;Ambiente</em>, nel maggio 2026, due avvocate della direzione affari legali di A2A hanno mostrato che la valutazione di impatto ambientale e la verifica preliminare che la precede restano procedimenti con termini propri, i quali si sommano al termine finale invece di integrarsi. Il termine, poi, decorre non dal deposito della domanda ma dalla verifica della sua completezza; per quella verifica la legge non fissa alcuna scadenza. Manca poi l&#8217;effetto di variante urbanistica automatica, e la variante, secondo la stessa strategia ministeriale, porta via da tre a sei mesi con la procedura semplificata e fino a dodici con quella ordinaria. Non &#232; la posizione di un comitato di cittadini: &#232; il legale di un operatore energetico che spiega perch&#233; la norma scritta per accelerare non accelera.</p><p>Terna, dal canto suo, stima che fra la richiesta di connessione e il pieno regime operativo possano passare sei-otto anni: dieci mesi dentro otto anni sono una frazione, per giunta la frazione che gi&#224; portava a un risultato. Le stesse autrici indicano poi nel comma 1-bis, aggiunto in sede di conversione, una porta lasciata aperta; consente di presentare il progetto con una soluzione di connessione provvisoria in media tensione. Andava circoscritto, scrivono, per non congestionare i gestori di rete di richieste di preventivo e per scoraggiare le iniziative puramente speculative. Il gestore della rete e il legale dell&#8217;operatore, che hanno interessi opposti, arrivano alla stessa diagnosi.</p><div><hr></div><p>Le condizioni, dove ci sono, le ha poste una Regione. La legge regionale lombarda 3 giugno 2026, n. 11, in vigore dal 20 giugno, &#232; la prima in Italia dedicata ai centri dati. Esclude, fra le soluzioni di raffreddamento da privilegiare, quelle che prelevano dal pubblico acquedotto, dalle acque potabili e da quelle destinate all&#8217;irrigazione; maggiora del 100 per cento il contributo di costruzione per chi consuma suolo agricolo e del 200 per cento dentro parchi e riserve. Sopra i 10 MW impone una conferenza di concertazione sovracomunale, sopra i 50 la convoca la Regione. All&#8217;articolo 11 dichiara che tutto questo si far&#224; senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Che il tema sia reale lo scrive il ministero: l&#8217;efficienza idrica dei data center italiani, 0,70 metri cubi per megawattora, &#232; peggiore della media europea di 0,58; in Italia si riutilizza solo il 4 per cento dei reflui depurati.</p><p>Che il potere di condizionare stia l&#236; lo ammette il ministero stesso, perch&#233; nel dare notizia della delibera del 4 agosto il comunicato scrive che il ministro Urso ha avuto un confronto telefonico con il presidente della Lombardia per verificare la conformit&#224; degli investimenti alle disposizioni della nuova legge regionale. Il procedimento unico nazionale, per la parte che decide davvero, passa da un&#8217;autorit&#224; regionale, e il governo lo sa. La Lombardia, del resto, &#232; il luogo della corsa: 44,96 GW richiesti su 289 pratiche, il 46,9 per cento della potenza nazionale e il 54,6 per cento delle domande. Le pratiche lombarde sono pi&#249; numerose e pi&#249; piccole della media, 156 MW contro 181; dove la fila &#232; pi&#249; fitta, i progetti si frammentano.</p><p>Il passo successivo &#232; gi&#224; in Parlamento. La proposta di legge delega sui centri dati, approvata dalla Camera in prima lettura il 24 febbraio 2026 e ora all&#8217;esame del Senato, impegna il governo a qualificare quei progetti come opere di pubblica utilit&#224; indifferibili e urgenti, &#171;da considerare di interesse pubblico prevalente nella ponderazione degli interessi giuridici&#187;. Oggi l&#8217;articolo 8 quella qualifica non la d&#224;, e infatti non consente l&#8217;esproprio; la delega la darebbe. Su quale delle due cifre si stia legiferando, i 95,86 GW chiesti o l&#8217;1,88 sotto contratto, il testo non lo dice.</p><p>Vale la pena dire per esteso che cosa comporta quella qualifica, perch&#233; &#232; l&#236; che la coda smette di essere una statistica e diventa una faccenda di terra. Dichiarare un&#8217;opera di pubblica utilit&#224; indifferibile e urgente vuol dire che il proprietario del fondo perde il diritto di dire di no: se non vende, il terreno gli viene preso, e al posto del prezzo che avrebbe trattato riceve un&#8217;indennit&#224; che la legge calcola.</p><p>Poi c&#8217;&#232; il rovescio, ed &#232; la parte che si vede meno. Per chiedere la connessione non si &#232; tenuti a costruire niente: si indica un terreno e si aspetta la risposta di Terna. Quando la soluzione tecnica arriva, si attacca a quel terreno e non a un altro, e da quel momento quella &#232; l&#8217;unica terra su cui quel progetto si pu&#242; fare. Vale pi&#249; del giorno prima, e a farla valere di pi&#249; non &#232; stato un investimento di chi la possiede: &#232; stato un atto pubblico. Chi l&#8217;aveva comprata per rivenderla, a quel punto, rivende.</p><p>Note</p><ol><li><p>Ministero delle imprese e del made in Italy, <em>Strategia per l&#8217;attrazione in Italia degli investimenti industriali in Centri Dati (Data Center)</em>, presentata il 5 novembre 2025. Da l&#236; il sistema autorizzativo come &#171;uno dei principali ostacoli allo sviluppo del settore&#187;, la proposta di un&#8217;autorizzazione unica che assicuri &#171;parallelismo dei processi e tempi certi&#187;, e i tempi &#171;da un minimo di 18 mesi a oltre 3 anni per l&#8217;avvio dei lavori&#187;: quest&#8217;ultima stima il documento la attribuisce all&#8217;associazione di categoria. Dallo stesso testo i tempi della variante urbanistica, da tre a sei mesi in procedura SUAP ai sensi del d.p.r. 160/2010 e fino a dodici in via ordinaria; la <em>water usage effectiveness</em> europea di 0,58 metri cubi per MWh contro lo 0,70 italiano, misurata in uno studio commissionato dalla Commissione europea; e il 4 per cento di reflui depurati effettivamente riutilizzati, a fronte del regolamento (UE) 2020/741 che ne ammette l&#8217;uso civile, ambientale e industriale.</p></li><li><p>Consiglio dei ministri del 4 agosto 2026, comunicato del Ministero delle imprese e del made in Italy. Due programmi per circa 6,8 miliardi ai sensi dell&#8217;articolo 13 del decreto Asset, che portano a sette i programmi strategici per oltre 25 miliardi: campus K2 Strategic Infrastructure a Zibido San Giacomo e Lacchiarella, fino a circa 400 MW per circa 5,3 miliardi, e Digital Vault Sulcis a Gonnesa, fino a 30 MW per circa 1,49 miliardi. Un commissario straordinario di Governo per ciascun programma, d&#8217;intesa con le Regioni. Dallo stesso comunicato il confronto telefonico fra il ministro Urso e il presidente Fontana.</p></li><li><p>Terna, portale Econnextion, dati.terna.it/it/econnextion, sezione utenti di consumo, dati al 31 luglio 2026, perimetro delle richieste di connessione in altissima e alta tensione. Totale utenti di consumo 109,20 GW su 865 pratiche, di cui data center 95,86 GW, l&#8217;87,79 per cento, su 529 pratiche. Per stato della pratica: soluzione tecnica minima generale da accettare 31,58 GW su 171 pratiche; soluzione tecnica minima di dettaglio e contratti 1,88 GW su 15 pratiche. Lombardia 44,96 GW su 289 pratiche.</p></li><li><p>Potenza informatica installata in Italia, 513 MW nel 2024, in crescita del 17 per cento sul 2023: Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano. La misura riguarda la potenza elettrica destinata a server, archiviazione e apparati di rete, non la potenza termica complessiva degli impianti.</p></li><li><p>Intervento di Terna alla Camera, 11 marzo 2026, &#171;Forum Machiavelli innovazione. Data Center: economia e strategia della sovranit&#224; digitale&#187;, video su webtv.camera.it/evento/30650. Le posizioni sono riferite in forma indiretta sulla base del resoconto pubblicato da QualEnergia.it il 17 marzo 2026, non essendo state riscontrate le parole esatte alla registrazione. La stima di sei-otto anni fra richiesta di connessione e pieno regime operativo &#232; di Terna, ripresa nel novembre 2025.</p></li><li><p>Decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, convertito con modificazioni dalla legge 10 aprile 2026, n. 49, in Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 90 del 18 aprile 2026, articolo 8. Il testo del comma 4 &#232; riportato alla lettera nel dossier n. 645/2 del Servizio Studi del Senato.</p></li><li><p>Alessia Miranti ed Elisa Puppo, <em>Il nuovo &#171;procedimento unico&#187; per l&#8217;autorizzazione dei centri dati: ma &#232; davvero unico</em>, in &#171;Rivista Giuridica dell&#8217;Ambiente&#187;, 1 maggio 2026. Le autrici lavorano alla Direzione Affari Legali e Compliance di A2A S.p.A.</p></li><li><p>Legge regionale della Lombardia 3 giugno 2026, n. 11, <em>Disposizioni in materia di insediamento di centri dati</em>, in BURL n. 23, supplemento del 5 giugno 2026, in vigore dal 20 giugno 2026. Articolo 2, comma 1, lettera d) per il raffreddamento; articolo 5, commi 4 e 7, per gli oneri e le soglie; articolo 11 per la clausola di neutralit&#224; finanziaria. La definizione di centro dati rinvia al regolamento delegato (UE) 2024/1364.</p></li><li><p>Proposta di legge delega sui centri dati, testo unificato 1928-2083-2091-2152-2194-A/R, approvato dalla Camera in prima lettura il 24 febbraio 2026, articolo 3, comma 1, lettera d).</p></li></ol><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.mauromunzi.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Chi paga il digitale! 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Cambia solo il Sire del castello.]]></description><link>https://www.mauromunzi.it/p/perche-il-prezzo-dellai-sembra-crollare</link><guid isPermaLink="false">https://www.mauromunzi.it/p/perche-il-prezzo-dellai-sembra-crollare</guid><dc:creator><![CDATA[Mauro Munzi]]></dc:creator><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 06:01:34 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/991bf20b-f1fb-49eb-a9a7-2964f59d3b67_1200x628.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ad aprile Uber ha finito in quattro mesi il budget destinato all&#8217;intelligenza artificiale per tutto il 2026. Lo ha raccontato Forbes il 17 maggio. Walmart ha messo in fretta un tetto all&#8217;uso dei modelli da parte dei dipendenti; il 18 giugno il New York Times ha scritto che lo stesso hanno fatto Meta, Amazon, AT&amp;T e altre. Circola anche la storia di un&#8217;impresa rimasta anonima che avrebbe speso 500 milioni di dollari in un mese solo, e conviene prenderla per quello che &#232;, cio&#232; una voce non verificabile che per&#242; nessuno ha smentito. I casi li ha raccolti Andrea Daniele Signorelli in un pezzo per &#171;Guerre di Rete&#187; di fine giugno, da cui prendo anche parte delle cifre che seguono.</p><p>Negli stessi mesi il prezzo dell&#8217;intelligenza &#232; crollato. Nel 2023 un milione di token elaborati da GPT-4 costava 30 dollari in ingresso e 60 in uscita; a giugno di quest&#8217;anno GPT-5.5 ne costava 5 e 30, con prestazioni che nessuno paragonerebbe a quelle di tre anni fa. Una stima citata dallo stesso articolo calcola che fra il 2020 e il 2026 il prezzo medio per token sia sceso di 600 volte. (Token: l&#8217;unit&#224; in cui questi sistemi spezzettano il testo per lavorarci, qualcosa come tre quarti di parola in inglese, un po&#8217; meno in italiano. Si compra a milioni, come l&#8217;energia si compra a kilowattora.)</p><p>La spesa aumenta perch&#233; il prezzo scende. Il meccanismo ha un nome e l&#8217;ho gi&#224; usato in luglio: &#232; il rimbalzo che William Stanley Jevons descrisse nel 1865 studiando l&#8217;andamento dei consumi di carbone. L&#8217;aumento di efficienza abbassa il costo marginale di ogni unit&#224; consumata, e un fattore che costa meno viene consumato in quantit&#224; maggiori di quanto l&#8217;efficienza abbia risparmiato. (Costo marginale: quanto costa produrre o consumare un&#8217;unit&#224; in pi&#249;, dopo che tutto il resto &#232; gi&#224; stato pagato.) Un modello che costa un decimo non viene usato un decimo delle volte: viene messo dentro a mille processi in cui prima non conveniva metterlo. Google &#232; passata in un trimestre da 10 a 16 miliardi di token al minuto, come ha detto Sundar Pichai a giugno; l&#8217;infrastruttura di OpenAI per gli sviluppatori, fra l&#8217;autunno 2025 e la primavera 2026, &#232; salita da 6 a oltre 15 miliardi al minuto.</p><p>Il secondo fatto non &#232; tecnico. Nella prima met&#224; di quest&#8217;anno OpenAI e Anthropic hanno cambiato le condizioni dei contratti aziendali: dalla tariffa fissa, che comprava l&#8217;accesso, alla tariffa a consumo, che compra i token elaborati. Con la tariffa fissa il rischio restava al venditore, perch&#233; se il cliente consumava troppo il margine era un problema suo. La tariffa a consumo lo sposta per intero sul compratore, in un momento in cui il consumo cresce da solo: i modelli detti &#171;di ragionamento&#187; spezzano ogni richiesta in pi&#249; passaggi, e ogni passaggio si paga.</p><p>Il risultato si legge nei bilanci di chi vende. Il fatturato trimestrale di Anthropic &#232; passato dai 4,8 miliardi di dollari del primo trimestre 2026 ai 10,9 attesi per il secondo, secondo il Wall Street Journal. Il prezzo di listino scende e i ricavi raddoppiano: sono la stessa operazione vista dai due lati.</p><div><hr></div><p>Resta da dire perch&#233; i prezzi siano scesi, e la risposta non sta nell&#8217;efficienza dei processori.</p><p>In diciotto mesi il traffico di OpenRouter si &#232; rovesciato. (OpenRouter &#232; il servizio che smista le richieste degli sviluppatori indipendenti verso decine di modelli diversi, chiedendo a ciascuno il suo prezzo: un solo indirizzo, molti fornitori dietro.) A fine 2024 i modelli di origine cinese valevano poco pi&#249; dell&#8217;1 per cento dei token instradati. Nella settimana fra il 9 e il 15 febbraio di quest&#8217;anno hanno superato per la prima volta quelli americani. A giugno erano il 46,4 per cento contro il 35,7, su un volume di circa 29.000 miliardi di token a settimana; a luglio i primi cinque modelli per uso erano tutti cinesi, con MiMo di Xiaomi davanti a DeepSeek, MiniMax, Qwen di Alibaba e Kimi di Moonshot.</p><p>OpenRouter misura le scelte di chi compra a consumo senza contratto quadro, cio&#232; sviluppatori, piccole imprese, chi sviluppa prototipi; non misura i contratti diretti delle grandi organizzazioni, dove i fornitori americani restano dominanti. Altre rilevazioni con perimetri diversi indicano la stessa direzione con numeri pi&#249; bassi: Nikkei, il quotidiano economico giapponese, stimava attorno al 15 per cento la quota globale dei modelli cinesi nel novembre 2025, contro l&#8217;1 per cento dell&#8217;anno prima. Uno studio della RAND Corporation, il centro di ricerca statunitense che lavora anche per il Dipartimento della difesa, la vedeva passare nel gennaio 2026 dal 3 al 13 per cento nei due mesi successivi all&#8217;uscita di DeepSeek R1, con pi&#249; del 10 per cento degli utenti in trenta paesi. Su Hugging Face, il magazzino da cui si scaricano i modelli, i cinesi valgono il 41 per cento degli scaricamenti, e da Qwen sono derivati pi&#249; modelli che da Google e Meta insieme.</p><p>Il divario di prezzo spiega lo spostamento senza bisogno di ipotesi geopolitiche. A giugno DeepSeek V4 Flash costava 0,14 dollari per milione di token in ingresso, GPT-5.5 ne costava 5. Il Wall Street Journal ha riportato il caso di un carico di lavoro identico, costato 4.811 dollari con Claude e 544 con GLM. Rest of World ha stimato circa 10 dollari per un&#8217;ora di programmazione affidata a un agente con Claude, contro meno di 50 centesimi con DeepSeek. Chi ha visto la fattura di aprile non ha avuto bisogno di leggere un rapporto per decidere.</p><p>Non si tratta per&#242; soltanto di prezzo. GLM esce con licenza MIT, Qwen con una licenza di tipo Apache, Kimi a pesi aperti: chiunque pu&#242; scaricare il modello, farlo girare sui propri server e non pagare niente a nessuno. (Licenza MIT: una delle licenze libere pi&#249; permissive, che consente di usare, modificare e anche rivendere il software, con il solo obbligo di conservare l&#8217;avviso di paternit&#224;.) Regalare un bene non &#232; un atto di generosit&#224;, &#232; una manovra contro la rendita altrui. Chi non riesce a estrarre reddito dal modello ne distrugge il prezzo, in modo che nessun altro possa estrarlo, e sposta il proprio guadagno dove una posizione ce l&#8217;ha: i processori nazionali, il cloud domestico, l&#8217;adozione industriale, il peso politico di un paese che diventa lo standard di fatto del mondo che non pu&#242; permettersi l&#8217;America. Dentro la Cina la stessa guerra &#232; pi&#249; feroce che fuori: a fine maggio Xiaomi ha tagliato fino al 99 per cento il listino dei suoi MiMo per allinearsi a DeepSeek, che a sua volta aveva ridotto di circa il 75 per cento, e a giugno sono arrivati Tencent e MiniMax. Il margine, in quel mercato, tende a zero perch&#233; qualcuno, lungimirante, ha deciso che deve tendere a zero.</p><p>La risposta americana si legge meglio se si guardano i due estremi insieme. Il 30 luglio OpenAI ha tagliato dell&#8217;80 per cento il listino di Luna, il suo modello economico, e ventiquattro ore dopo ha annunciato il superamento del miliardo di utenti attivi. In aprile, per&#242;, con GPT-5.5 aveva raddoppiato il listino della linea principale, e a giugno Anthropic ha messo Claude Fable 5 a 10 dollari in ingresso e 50 in uscita, il doppio del modello che sostituiva. La fascia bassa corre verso lo zero, la fascia alta rincara. Non &#232; un mercato che si sta livellando: &#232; un mercato che si sta spaccando in due, e il prezzo racconta dove ciascuno pensa di avere ancora una posizione difendibile.</p><div><hr></div><p>Il fossato, in inglese <em>moat</em>, &#232; il vantaggio che impedisce ai concorrenti di fare la stessa cosa a parit&#224; di condizioni. L&#8217;immagine &#232; quella del castello: l&#8217;acqua ferma attorno alle mura, il ponte levatoio che si alza quando arrivano gli assedianti, le scorte che decidono quanto dura l&#8217;assedio. Il termine viene dalla finanza e lo ha reso corrente Warren Buffett, che lo usa nelle lettere agli azionisti di Berkshire Hathaway dal 1986; nella lettera del 1993 sono i marchi di Coca-Cola e Gillette a scavare il fossato attorno ai rispettivi castelli economici, e all&#8217;assemblea del 1995 la formula arriva completa: quello che cerca &#232; &#171;a wide and long-lasting moat around it&#8230; protecting a terrific economic castle with an honest lord in charge of the castle&#187;.</p><p>La metafora dice pi&#249; di quanto chi la usa voglia dire. Nomina il signore, nomina il castello, nomina gli assedianti; non nomina chi sta fuori dalle mura in tempo di pace, cio&#232; quasi tutti. Nel castello vero il fossato non teneva a distanza soltanto l&#8217;esercito nemico, teneva a distanza anche i contadini che lo avevano scavato per corv&#233;e. E il ponte levatoio non &#232; solo un congegno difensivo: &#232; un congegno di passaggio, si abbassa quando il signore decide e per chi il signore decide, e in molti casi chi lo attraversava pagava una gabella. Nella Silicon Valley degli anni Dieci il vocabolario feudale &#232; stato adottato senza imbarazzo, dai medesimi che si presentavano come distruttori di rendite.</p><p>Un fossato non &#232; una qualit&#224; del prodotto: &#232; una condizione che il concorrente non pu&#242; riprodurre. Un brevetto, una rete di clienti gi&#224; agganciati, un giacimento, una posizione. Marx lo aveva descritto nella forma pi&#249; pura nel libro terzo del Capitale, parlando della rendita fondiaria: il proprietario non incassa perch&#233; lavora la terra, incassa perch&#233; la terra &#232; un bene finito e lui la possiede. Il fossato digitale &#232; il tentativo di fabbricare quella scarsit&#224; dove la materia non la fornisce, perch&#233; il software si copia a costo zero. Schumpeter chiamava monopolio temporaneo il premio dell&#8217;innovatore, e lo considerava transitorio per definizione; tutto il lavoro delle piattaforme consiste nel renderlo permanente.</p><p>Per tre anni il fossato &#232; stato il modello: chi aveva i pesi migliori vinceva. I numeri di quest&#8217;anno lo hanno prosciugato.</p><p>Il fossato per&#242; non evapora, trasloca. Trasloca sull&#8217;ambiente in cui i modelli girano, cio&#232; il sistema operativo riscritto attorno agli agenti, il runtime, lo stack proprietario di chi vende i processori; e sulla distribuzione, dove un miliardo di utenti attivi &#232; una barriera che nessun taglio di prezzo aggira. Poi c&#8217;&#232; il contratto, cio&#232; i costi di uscita: i dati riorganizzati nel formato del fornitore, le integrazioni riscritte, le competenze interne formate su un solo strumento. L&#8217;ultimo posto &#232; dentro l&#8217;impresa cliente, sotto forma della conoscenza che l&#8217;impresa deposita nel sistema mentre lo usa: &#232; il doppio pagamento, perch&#233; l&#8217;impresa paga il servizio in denaro e lo paga una seconda volta in conoscenza, che resta al fornitore.</p><p>Ne esiste anche una specie che non si compra e si legifera. Il 30 gennaio 2025 il Garante per la protezione dei dati personali ha ordinato in via d&#8217;urgenza alle due societ&#224; cinesi che forniscono DeepSeek di limitare il trattamento dei dati degli utenti italiani, dopo che alla richiesta di informazioni le due societ&#224; avevano risposto di non operare in Italia e di non ricadere sotto il regolamento europeo. Il 29 aprile di quest&#8217;anno la commissione della Camera americana per la sicurezza interna e la commissione ristretta sul Partito comunista cinese hanno aperto un&#8217;indagine congiunta e hanno scritto a due imprese: ad Airbnb, che per il servizio clienti usa Qwen, il modello di Alibaba, e ad Anysphere, che fa l&#8217;assistente di programmazione Cursor e ha costruito il proprio modello Composer 2 sopra un modello a pesi aperti di Moonshot AI, laboratorio di Pechino (i pesi aperti sono i parametri del modello, che chiunque pu&#242; scaricare e rimettere in funzione per conto proprio). Nella lettera ad Airbnb i due presidenti riportano che l&#8217;impresa ha scelto il modello cinese perch&#233; &#8220;fast and cheap&#8221;. Per un&#8217;impresa europea la scelta fra il modello cinese e quello americano non &#232; solo di prezzo: &#232; di residenza dei dati, di legge applicabile e di rischio politico, e queste tre cose il listino non le mostra.</p><p>Il 13 agosto 2026 DeepSeek ha pubblicato un listino nuovo, in vigore dal 16 agosto alle 16 UTC, insieme all&#8217;annuncio della disponibilit&#224; generale di V4-Pro. V4 Flash passa dalla tariffa unica di 0,14 dollari per milione di token in ingresso a 0,22 fuori dalle ore di punta e 0,44 dentro; in uscita da 0,28 a 0,66 e 1,32. Sugli input che riusano un testo gi&#224; elaborato, e che per questo costavano quasi niente, l&#8217;aumento arriva al 1.100 per cento. Le ore di punta sono sette, dall&#8217;una alle quattro e dalle sei alle dieci UTC: diciassette ore su ventiquattro restano a met&#224; prezzo, e chi compra dall&#8217;Europa paga quasi sempre la tariffa bassa. DeepSeek scrive di volere allocare le risorse in modo pi&#249; razionale.</p><p>Il crollo dei prezzi caratterizza una fase del mercato, non &#232; un regalo permanente. Il ribasso serve a modificare gli equilibri di mercato, e nel frattempo la rendita si ricostituisce a valle. Il ponte levatoio &#232; abbassato, e il pagamento del pedaggio &#232; sospeso, non abolito.</p><div><hr></div><p>Tre cose si possono fare.</p><p>La prima: misurare il costo per task, non per token. Il prezzo per milione di token &#232; l&#8217;unico numero che il fornitore comunica ed &#232; l&#8217;unico che non dice niente, perch&#233; un modello che costa la met&#224; e consuma tre volte tanto &#232; pi&#249; caro. Il conto si fa su un lavoro reale, ripetuto dieci volte, con la fattura in mano.</p><p>La seconda: tenere in casa un modello aperto che gira, anche piccolo, anche se non lo si usa in produzione. Non per risparmiare, ma per sapere che cosa si compra quando si compra, e per avere un prezzo di riserva quando il contratto si rinnova.</p><p>La terza: quantificare i costi del porting su un altro modello, prima di firmare il rinnovo di un contratto. Quante giornate di lavoro servono a spostare lo stesso processo su un altro fornitore. Se la risposta non esiste, quella &#232; la misura del fossato in cui si &#232; gi&#224; dentro; e forse si sta gi&#224; affogando.</p><p><strong>Note</strong></p><ol><li><p>Il caso Uber: Forbes, 17 maggio 2026. I limiti in Meta, Amazon, AT&amp;T: New York Times, 18 giugno 2026. Prezzi di GPT-4 e GPT-5.5, stima del calo di 600 volte, token al minuto di Google e OpenAI: Andrea Daniele Signorelli, <em>L&#8217;economia dei token e il vero prezzo dell&#8217;intelligenza artificiale</em>, Guerre di Rete, 28 giugno 2026.</p></li><li><p>Fatturato Anthropic del primo e secondo trimestre 2026: Wall Street Journal, giugno 2026.</p></li><li><p>Quote di traffico: dati OpenRouter, rilevazioni di febbraio, giugno e luglio 2026. Quota globale al novembre 2025: Nikkei. Passaggio dal 3 al 13 per cento e diffusione per paese: RAND, gennaio 2026. Scaricamenti e modelli derivati: Hugging Face.</p></li><li><p>Confronti di costo su carichi reali: Wall Street Journal e Rest of World, 2026.</p></li><li><p>Tagli di listino cinesi di maggio e giugno: rilevazioni della stampa specializzata sui listini pubblici dei fornitori. Il taglio del 30 luglio 2026 riguarda Luna e vale l&#8217;80 per cento, da 1,00 e 6,00 dollari per milione di token a 0,20 e 1,20; nello stesso annuncio Terra scende del 20 per cento, da 2,50 e 15,00 a 2,00 e 12,00, e Sol resta a 5,00 e 30,00. Il listino di Claude Fable 5, 10 dollari in ingresso e 50 in uscita, &#232; riscontrato alla fonte primaria il 31 agosto 2026 sulla pagina dei prezzi di Anthropic, platform.claude.com, dove Claude Opus 5 e Claude Opus 4.8 stanno a 5 e 25. Il listino nuovo di DeepSeek &#232; annunciato il 13 agosto 2026 insieme alla disponibilit&#224; generale di V4-Pro, su api-docs.deepseek.com, e vale dal 16 agosto alle 16 UTC; le cifre del confronto con il listino precedente sono quelle di Taryn Plumb, <em>DeepSeek raises some V4 prices by more than 10x as AI demand strains capacity</em>, InfoWorld, 13 agosto 2026, e l&#8217;annuncio dell&#8217;impresa non &#232; stato aperto direttamente. Perimetro: sono i prezzi che DeepSeek pratica sulla propria interfaccia. Sui rivenditori terzi non sono saliti, e il 31 agosto 2026 su OpenRouter V4 Flash si compra ancora fra 0,0679 e 0,14 dollari per milione di token in ingresso.</p></li><li><p>Le lettere agli azionisti di Berkshire Hathaway sono pubbliche su berkshirehathaway.com. Il fossato vi compare pi&#249; di venti volte fra il 1986 e il 2016.</p></li><li><p>W. S. Jevons, <em>The Coal Question</em>, Londra, 1865, cap. VII.</p></li><li><p>K. Marx, <em>Il capitale</em>, libro terzo, sezione VI.</p></li><li><p>L&#8217;indagine congiunta: comunicato della Commissione per la sicurezza interna della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, 29 aprile 2026, <em>Chairmen Garbarino, Moolenaar Announce Joint Investigation into National Security Risks Posed by PRC AI Models</em>, homeland.house.gov. La presiedono Andrew R. Garbarino, presidente della Commissione per la sicurezza interna, e John Moolenaar, presidente della Commissione ristretta sul Partito comunista cinese. Le due lettere ai vertici di Airbnb e di Anysphere portano la stessa data e sono pubblicate sullo stesso sito; quella ad Airbnb &#232; indirizzata all&#8217;amministratore delegato Brian Chesky. Dal comunicato la frase &#171;fast and cheap&#187;, che i presidenti attribuiscono a una dichiarazione pubblica dell&#8217;impresa, e il rilievo su Composer 2 costruito sopra un modello a pesi aperti di Moonshot AI. Il comunicato richiama inoltre un memorandum dell&#8217;Office of Science and Technology Policy della Casa Bianca del 23 aprile 2026 sulla distillazione dei modelli americani. Riscontrato alla fonte primaria il 26 agosto 2026. Il provvedimento sul servizio DeepSeek: Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento del 30 gennaio 2025, doc. web 10098477, e comunicato stampa <em>Intelligenza artificiale: il Garante privacy blocca DeepSeek</em>, garanteprivacy.it. Riscontrato alla fonte primaria il 27 agosto 2026.</p></li><li><p>La traduzione del passo di Buffett: &#171;un fossato largo e duraturo attorno a un magnifico castello economico, con un signore onesto a guidarlo&#187;. Berkshire Hathaway, assemblea degli azionisti, 1995.</p></li></ol><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.mauromunzi.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Chi paga il digitale! 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Dichiaro la contraddizione invece di trovarmela contro.]]></description><link>https://www.mauromunzi.it/p/come-si-fa-promozione-alla-ricerca</link><guid isPermaLink="false">https://www.mauromunzi.it/p/come-si-fa-promozione-alla-ricerca</guid><dc:creator><![CDATA[Mauro Munzi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 06:02:26 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8bLQ!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa326a3ef-1063-48ee-9af0-9bfca4d0eac5_1024x1024.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Comincio da una contraddizione che non so risolvere.</p><p>Fra gli altri temi sui quali lavoro, c&#8217;&#232; la constatazione che l&#8217;attenzione delle persone &#232; diventata una materia prima. Si estrae, si impacchetta, si rivende. Le imprese che lo fanno hanno costruito su questo il mestiere pi&#249; redditizio del secolo.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.mauromunzi.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Chi paga il digitale! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Per far conoscere il mio pensiero, dovrei fare esattamente quello che le mie ricerche analizzano. Comprare visibilit&#224;. Ripetere il messaggio finch&#233; non rimane impresso. Guardare ogni mattina quante persone hanno visto il post e correggere il tiro di conseguenza.</p><p>Non lo far&#242;. E non per virt&#249;: perch&#233; non funzionerebbe. Una ricerca che critica quelle tecniche, promossa con quelle tecniche, si smonta da s&#233;, e chi la legge se ne accorge prima di me.</p><p>Resta per&#242; il problema pratico, che non sparisce perch&#233; &#232; imbarazzante. Il giorno in cui pubblico la ricerca, chi lo sa?</p><p>Non apprezzo e non sostengo quelle pratiche che sono passate nella stampa conservatrice e nella pubblica opinione diffusa come &#171;ideologie woke&#187;; quindi, non credo che uno strumento o una tecnologia efficace non debba essere usata perch&#233; creata dal nemico.</p><p>L&#8217;immagine che mi viene in mente &#232; un flash in bianco e nero, una reminiscenza eisensteiniana: una colonna vociante di rivoluzionari si avvia verso il Palazzo d&#8217;Inverno, Pietrogrado 1917, quando un giovane dirigente bolscevico con barba e occhialini li blocca, e comincia a concionare sull&#8217;obbligo morale di non usare mai gli strumenti della borghesia. Infervorati e certi di essere nel giusto, i rivoltosi abbandonano i Mosin-Nagant rubati alle armerie dell&#8217;esercito dello Zar e si scagliano a mani nude contro le guardie del Palazzo. Immaginate con quali esiti sulla storia del mondo.</p><p>Fuori di metafora: cos&#236; come penso che non esistano tecnologie malvagie, ma solo tecnologie generate dai rapporti sociali di produzione storicamente determinati, nello stesso modo propongo il d&#233;tournement (<em>Situationnisme &#224; jamais!</em>) di modalit&#224; di comunicazione che sono altra cosa dai contenuti veicolati.</p><p><strong>Il pubblico in affitto</strong></p><p>Su LinkedIn ho un certo numero di persone che mi seguono. Sembra una risposta, e non lo &#232;.</p><p>Quelle persone non sono mie. Sono di LinkedIn. Quando pubblico qualcosa, quanti di loro lo vedano non lo decido io: lo decide un algoritmo che ha come obiettivo tenerli sulla piattaforma il pi&#249; a lungo possibile, e che cambia le sue regole quando gli conviene, senza avvisare nessuno. Il mese scorso un mio post l&#8217;hanno visto in molti. E non perch&#233; quelle persone abbiano scelto di leggermi: perch&#233; quel numero &#232; quello che &#232; stato deciso altrove.</p><p>Questa &#232; la differenza fra un pubblico in affitto e una lista. Un indirizzo che una persona ti ha dato apposta &#232; un patto. Un follower &#232; una voce in un magazzino che non &#232; tuo.</p><p>Ecco perch&#233; questa lettera esiste. Non per aggiungere un canale, che di canali ce ne sono gi&#224; troppi, ma per avere, il giorno dell&#8217;uscita, delle persone da avvisare direttamente invece di sperare in un algoritmo di buon umore.</p><p><strong>Perch&#233; qui, visto che anche questo &#232; un casello</strong></p><p>Substack &#232; un&#8217;impresa che prende il dieci per cento degli abbonamenti a pagamento, per sempre, su ogni testata che ospita. Si mette in mezzo fra chi scrive e chi legge, e riscuote per il fatto di stare in mezzo. &#200; esattamente la figura che, quando parlo di rendita algoritmica, chiamo casello: chi non produce la strada n&#233; la merce, ma incassa a ogni passaggio.</p><p>Ho scelto di starci lo stesso, e con due precauzioni.</p><p>La prima &#232; che gli abbonamenti a pagamento qui sono spenti. Finch&#233; nessuno paga, quel dieci per cento non si applica: il casello c&#8217;&#232;, ma la sbarra &#232; alzata.</p><p>La seconda &#232; che questa lettera ha il suo dominio, e la lista degli iscritti si scarica quando voglio. Vuol dire che il giorno in cui le regole cambieranno in peggio, e cambieranno, posso portare altrove gli indirizzi senza chiedere permesso e senza perdere nessuno per strada.</p><p>Non &#232; uno sterile esercizio di purezza. &#200; una porta d&#8217;uscita tenuta aperta, che &#232; l&#8217;unica forma di libert&#224; praticabile quando l&#8217;alternativa sarebbe costruirsi l&#8217;infrastruttura da soli.</p><p><strong>Che cosa arriva, e quando</strong></p><p>Le lettere cominciano sabato 5 settembre. Poi ogni due settimane, sempre il sabato.</p><p>Ogni lettera tratta un tema solo, e sar&#224; una di queste tre cose. Una norma europea letta per esteso, con quello che dice davvero e quello che non dice. Una cifra con la sua fonte, il suo perimetro e il suo anno, che sono le tre informazioni che quasi sempre mancano quando un numero viene citato. Oppure un pezzo sulle ideologie del digitale, cio&#232; su quello che l&#8217;industria del calcolo dichiara di credere, e che vuole tacitamente imporci con tratti sempre pi&#249; vicini a una religione tecnologica.</p><p>Una regola vale su tutto e non ha eccezioni: niente senza una fonte pubblica e verificabile. Se una cosa non la posso dimostrare, non la scrivo. Vale anche quando mi farebbe comodo.</p><p><strong>Che cosa non arriva</strong></p><p>Nessun invio in pi&#249; delle due volte al mese. Nessuna sequenza di benvenuto in cinque puntate. Nessuna mail che dice che sto per mandare una mail.</p><p>Il collegamento per disdire sta in fondo a ogni invio e funziona subito. Non ho intenzione di renderlo difficile da trovare: se questa roba non ti serve, non serve nemmeno a me che tu ce l&#8217;abbia in casella.</p><p>Ci si vede il 5 settembre.</p><p>Mauro Munzi</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.mauromunzi.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Chi paga il digitale! 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